Dalla cima del Drouvet a Prapic
Orcières

Dalla cima del Drouvet a Prapic

Lago e ghiacciao
Pastoralismo
Storia ed architettura
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Tra i luccichii dei laghi al sole e le scure “Porte del Paradiso”, questa traversata vi gratificherà con il grazioso panorama sul Haut Champsaur.

L’alternarsi di paesaggi diversi da un fascino particolare a questa passeggiata che, in maniera del tutto inusuale, si svolge in discesa, tra cime e laghi, valli e alpeggi. Il colore delle acque contrasta con i pendii di scisto più austeri e selvaggi della valle soprannominata "Portes du Paradis". Alle porte di Prapic il paesaggio si apre su vasti pascoli.


Descrizione

La partenza è in cima al Drouvet da cui si prende il Télémix a fianco della  Maison du tourisme della stazione di Orcières 1850.  In cima seguire in direzione "Lago degli Estaris" a destra. Proseguire sul sentiero passando per il Roc des Hommes, attraversare una zona di pietraie e fiancheggiare il lago delle Estaris sul lato destro. All’altezza del rifugio degli Estaris imboccare il sentiero di destra in direzione dei laghi Jumeaux. Dopo aver fatto il giro del lago che si trova vicino al sentiero dirigersi verso est (sinistra) all’altezza dell’emissario (da cui esce l’acqua del lago). Passare accanto al lago di Pisses e continuare fino alla cabane des Pisses. In basso nella valle, dove il sentiero incrocia quello del Tombeau du Poète a sinistra, proseguire in direzione di Prapic. Per tornare a Orcières prendere la navetta, da prenotare obbligatoriamente presso l’ufficio del turismo di Orcières.

  • Partenza : Cima del Drouvet, Orcières
  • Arrivo : Prapic, Orcières
  • Comune attraversato : Orcières e Champoléon

20 I patrimoni da scoprire

  • Pastoralismo

    Le greggi di pecore

    Incontrando un gregge, sarà bene che prendiate qualche precauzione per non disturbare il lavoro dei pastori. Fate un giro largo intorno alle pecore e, se possibile, evitate di passare in mezzo. A volte le greggi sono sorvegliate dai “patous”, grossi cani pastore che le proteggono dagli intrusi e che sono parte integrante del gregge. Se li incontrate, rimanete calmi, fermatevi per dare loro il tempo di identificarvi, non accarezzateli, non fate movimenti improvvisi.
  • Punto di vista

    Il panorama sul versante a bacìo di Orcieres

    Visuale sul paesaggio minerale e le terrazze del versante a bacìo di Orcières.
  • Pastoralismo

    Circa 2.000 ovini pascolano sugli alpeggi della valle di Orcières. L’alpeggio è diviso in appezzamenti in funzione della fusione delle nevi: con l’arrivo dell’estate, il gregge sale progressivamente in quota per cercare l’erba più fresca. L’erba e un po’ di sale che leccano dalle pietre costituiscono il loro unico nutrimento durante la bella stagione.
  • Lago

    I laghi d’alta quota

    Proprio come i ghiacciai, anche i laghi sono rappresentativi dei paesaggi di montagna. Patrimonio estetico e turistico inestimabile, costituiscono una risorsa d’acqua che merita tutta la nostra attenzione. Questi ecosistemi d’alta quota ospitano caratteristiche popolazioni di flora e fauna, con un equilibrio molto fragile. In effetti, il laghi raccolgono i rifiuti dei rifugi, le deiezioni delle greggi… e tutti gli elementi inquinanti atmosferici.
  • Punto di vista

    Uno sguardo sul balcone di Prapic

    Panorama sulla frazione di Prapic, i suoi terrazzamenti e i suoi prati.
  • Fauna

    Il picchio muraiolo

    Discretamente abbarbicato su una falesia, grazie ai suoi artigli, il picchio muraiolo scandaglia la roccia, alla ricerca di insetti e ragni che il suo lungo becco sottile e ricurvo gli permette di stanare. Unico rappresentante della famiglia delle Tichodromidae, questo “arrampicatore di muri” è al servizio delle pareti verticali di montagna, dove trova ospitalità e riparo. Specie poco socievole, tipica delle regioni di montagna, il picchio muraiolo si avvicina talvolta ai paesi, soprattutto durante l’inverno.
  • Lago

    Il lago dei Pisses

    I laghi hanno differenti origini e formazioni. Il lago di  Pisses si è formato dai grandi ghiacciai del quaternario che, scivolando verso il fondovalle, hanno scavato le rocce più tenere. 8.000 anni fa, all’epoca dello scioglimento dei ghiacciai, queste depressioni sono diventate dei laghi, chiamati “lacs de cuvette”.
  • Geologia e geografia

    Antica ghiaiata

    Solo una quarantina di anni fa, il fondovalle non era altro che una ghiaiata sterile, completamente nuda, dove il torrente la faceva da padrone. Piano piano, è stata colonizzata e oggi, la ghiaia ha ceduto il posto alla foresta . Ogni tanto, una valanga di neve fa sì che lo spazio rimanga comunque aperto…
  • Acqua

    Torrente del Blaisil

    Il torrente del Blaisil è la somma di due torrenti che scappano rispettivamente dal lago delle Pisses e da lago degli Estaris. Questi due laghi siti a 2500 m di altitudine sono accessibili ai camminatori che partono presto. Ma lo sforzo ne vale la pena : offrono tutti una una storia ed un sito notevoli !
  • Fauna

    Piccola tartaruga

    Precoce, la Piccola tartaruga o Vanessa dell’ortica, è la prima farfalla che frequenta i fori appena usciti dalla neve. I suoi bruchi si nutrono solo di ortiche sulle quali li si può osservare ammucchiati in pacchi, con le loro due striscie gialle sul dorso. La farfalla invece, ha la parte superiore delle ali di un arancio vivace, con incrostazioni di ebano ed orlate di lunule azzurre cerchiate di nero.
  • Fauna

    Mosca da merda

    La mosca da merda ha un nome estremamente difficile da assumere pur essendo un insetto molto carino dal vello d’oro ! La si incontra il più delle volte sopra uno sterco fresco o un mucchio di letame, intenta a cacciare o a riprodursi nella materia calda. Con i suoi 240 milioni di anni di evoluzione, è diventata un maestro « ès voltige ». Vede a 360° e localizza l’odore del cibo a distanza di parecchi chilometri…
  • Fauna

    Corvo dal becco giallo (Pyrrhocorax graculus)

    Un turbine di uccelli neri si sposta rumorosamente lungo le pareti prima di abbattersi su una landa seminata di ginepri comuni. In un allegro trambusto, decine di corvi dal becco giallo si nutrono di bacche che l’inverno ha lasciate. Da perfetti acrobati, sono capaci di eseguire dimostrazioni aeree mozzafiato. Questa loro spigliatezza nel volo gli permette di spostarsi quotidianamente dai settori in altitudine per passarvi la notte nelle cavità delle rocce, fino ai fondovalle dove si ritrovano per nutrirsi, spesso vicinissimo ai paesini. Questo piccolo corvido protetto è iscritto sulla lista rossa regionale perché il suo habitat naturale è molto localizzato.
  • Storia

    Alberi « girini »

    Il foraggio che viene distribuito al bestiame durante l’inverno è una derrata preziosa. Per aumentare le loro scorte, i montanari utilizzano tutto ciò che hanno a disposizione. In autunno, prima della caduta delle foglie, gli allevatori tagliano i rami degli alberi (frassini e aceri) e ne fanno delle fascine. Queste ultime saranno una leccornia per le pecore e le capre ! Questo spiega perché qui gli alberi hanno delle teste grosse… Per questo motivo si parla di alberi « girini ».
  • Architettura

    Prapic

    Prapic, ai piedi dell’altopiano di Charnière, è la frazione più famosa fra le 23 frazioni del comune di Orcières. Basta alzare gli occhi per cogliere la ricchezza e la qualità dell’architettura delle abitazioni. Le grandi case dello Champsaur hanno conservato qui tutto il loro carattere quando la lamiera ondulata non ha ancora sostituito l’ardesia di Prapic.
  • Architettura

    Pignone di fienile

    In un paese povero, si è dieci volte più ingegnosi. Come chiudere il pignone dei fienile pur lasciando passare l’aria affinché il fieno possa finire di asciugare e ciò ad un costo poco elevato ? Ecco vari esempi delle tecniche messe in opera qui…
  • Storia

    Festa votiva

    A memoria di abitante, la festa votiva di Sant’Anna viene celebrata da generazioni nella cappella di Prapic. Un tempo, veniva celebrata nell’antica cappella situata nella parte alta della frazione. Però, nel 1870, la cappella prese fuoco. Ogni domenica dopo il 26 luglio, i fideli rendono omaggio a Sant’Anna, madre della Vergine Maria. Tuttavia, le feste votive sono tradizionalmente organizzate perché venga esaudito un voto o per ringraziare un santo per un miracolo.
  • Storia

    Ultimo orso

    Nel vallone del Blaisil, vicino a Prapic, l’ultimo orso della regione è stato ucciso nel 1895. Questa specie è scomparsa progressivamente tra l’Ottocento ed il Novecento. Nelle Alpi francesi, la sua scomparsa è dovuta in parte alla sua classificazione dalla legislazione nel 1844 come animale nocivo. Tuttavia, anche la riduzione del suo territorio dovuta all’attività umana, ha contribuito alla sua scomparsa. La rua reinserzione nei Pirenei è controversa.
  • Storia

    Acqua corrente

    L’acqua corrente è arrivata nel 1924 a Prapic. I primi tubi erano fatti di tronconi di un metro di lunghezza, scavati in tronchi di larice. Il loro incastro non doveva portare tutta l’acqua così captata alle sei fontane del paese !
  • Architettura

    Frazione di Prapic

    Circondato da orti, da pietraie e da terrazzi falciati, il paese si annida ai bordi del Drac e offre le terre migliori all’agricoltura. La casa tipica è il più delle volte perpendicolare al pendio, basata su un’architettura di raccolta che mostra una grande intelligenza nella sua elaborazione. Dagli intonachi grossolani alla delicatezza delle porte in noce, dai tetti in scisto ai pignoni di ontano intrecciato, è tutto un vocabolario architettonico a ritmare il percorso del visitatore.
  • Storia

    Chiesa di Prapic

    Dedicata a Sant’Anna, la chiesa di Prapic è degli anni 1860. Fu costruita in seguito alla richiesta degli abitanti di avere sul posto un luogo di culto, considerando la rigidità dell’inverno e la lontananza della chiesa parrocchiale di Orcières. Su una vetrata del coro, si può ammirare il ritratto di un abitante di Prapic, ovvero « prapicois » : Jean Sarrazin (1833-1914), soprannominato « il poeta dalle olive », un poeta diverso da quello della tomba… Saprete ritrovarlo ?

Bollettino meteorologico


Profilo altimetro


Zone di sensibilità ambientale

Lungo il percorso, attraverserai, legate alla presenza di una specie o di un ambiente particolare. In queste zone, un comportamento adeguato può contribuire alla loro conservazione.

Stambecco delle Alpi

Aree di attività interessate :
, , ,
Periodi di sensibilità :
giulugagoset
Contatto :
Parc National des Écrins
Julien Charron
julien.charron@ecrins-parcnational.fr

Stambecco delle Alpi

Aree di attività interessate :
, , ,
Periodi di sensibilità :
giulugagoset
Contatto :
Parc National des Écrins
Julien Charron
julien.charron@ecrins-parcnational.fr

Raccomandazioni

Itinerario da evitare in caso di maltempo, poiché alcuni pendii sono scivolosi. La durata non tiene conto del tragitto della navetta/télémix.

Cani per la protezione del gregge

En alpage, les chiens de protection sont là pour protéger les troupeaux des prédateurs (loups, etc.).

Lorsque je randonne, j’adapte mon comportement en contournant le troupeau et en marquant une pause pour que le chien m’identifie.

En savoir plus sur les gestes à adopter avec le dossier Chiens de protection : un contexte et des gestes à adopter.
Racontez votre rencontre en répondant à cette enquête.
Nel cuore del parco
Il Parco Nazionale è un territorio naturale, aperto a tutti, ma soggetto ad un regolamento che è utile conoscere per preparare il vostro soggiorno.


Luoghi di informazione

Centro informazioni dei Prapic (apertura estiva)

, 05170 Prapic

http://www.ecrins-parcnational.fr/champsaur@ecrins-parcnational.fr04 92 55 61 92
Casa del Parco Nazionale e le Orcières turistici. Informazioni, documentazione. Vendita di prodotti e opere del Parco. Ingresso libero. Tutte le animazioni del Parco sono gratuite salvo indicazione contraria.
Saperne di più

Trasporto

Télémix a pagamento da Orcières 1850 alla vetta del Drouvet.
Navetta a pagamento da Prapic a Orcières (prenotare obbligatoriamente in anticipo presso l’ufficio del Turismo di Orcières)


Accesso stradale e parcheggi

Dopo aver attraversato il paese di Orcières raggiungere la stazione di Orcières 1850.

Parcheggio :

Ufficio del Turismo, Orcières 1850

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Autore

Parc national des Ecrinshttps://www.ecrins-parcnational.fr

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